
INTERVENTI IN LAPAROSCOPIA

Rispetto alla chirurgia “a cielo aperto”, la ridotta invasività della laparoscopia fornisce diversi vantaggi:
- Ospedalizzazione più corta (in genere in day hospital)
- Guarigione più veloce
- Meno dolore e minor utilizzo di farmaci nel periodo post operatorio
- Cicatrici meno evidenti
Sterilizzazione in laparoscopia
L’intervento consiste nella rimozione delle ovaie, al fine di rimuovere la stimolazione estrogenica nel soggetto. In laparoscopia questa procedura viene eseguita interamente attraverso due accessi da 5-10 mm creati (uno per la telecamera e uno per gli strumenti di lavoro), non vengono lasciati punti interni, perché i vasi vengono sigillati mediante pinze bipolari termiche. Infine le brecce chirurgiche vengono suturate e i margini cutanei vengono riavvicinati mediante apposita colla chirurgica, in modo da non lasciare punti sulla cute e ridurre quindi al minimo il possibile leccamento. Il dolore post-operatorio che ne consegue è minimo, con un recupero immediato di tutte le funzioni da parte del paziente.
Rimozione testicolo ritenuto in addome
Questo intervento viene effettuato in quei pazienti (cane o gatto) in cui un testicolo (o entrambi) rimane in cavità addominale, cioè non raggiunge la sua sede fisiologica (testicolo criptorchide), ovvero quella scrotale. La permanenza di un testicolo in addome predispone quest’ultimo a una serie di complicazioni quali ad esempio neoplasie o torsioni. Questo intervento può essere eseguito in laparoscopia con 2 piccole incisioni da 5 mm con un recupero post-operatorio immediato.
Gastropessi preventiva in laparoscopia
La gastropessi è una procedura chirurgica che si prefigge lo scopo di creare un’aderenza tra lo stomaco e la parete addominale di destra al fine di evitare la torsione gastrica. Questo intervento può essere eseguito preventivamente in tutte le razze (soggetti di taglia grande o gigante) predisposte a dilatazione/torsione gastrica per via totalmente laparoscopica in modo elettivo o anche in concomitanza con altri interventi quali sterilizzazioni.
Biopsie (epatiche, renali)
In chirurgia laparoscopica si possono eseguire biopsie di diversi organi intraaddominali (fegato, rene, pancreas, …). La biopsia epatica laparoscopica può essere effettuata molto rapidamente e con la minima invasività per il paziente, al fine di diagnosticare patologie a carico dell’organo. Infatti, rispetto ad altre tecniche diagnostiche, la laparoscopia permette una visualizzazione diretta del fegato e degli organi adiacenti, offrendo così maggiori informazioni riguardo l’aspetto macroscopico dell’organo. Stesso discorso va applicato agli altri tipi di biopsie eseguibili in laparoscopia.
Colecistectomia
L’asportazione della cistifellea si rende necessaria in caso di colelitiasi ostruttiva, mucocele biliare, colecistite necrotizzante, trauma o neoplasia della cistifellea. E’ possibile asportarla in chirurgia laparoscopica in caso di mucocele biliare non complicato, colelitiasi sintomatica senza calcoli nel dotto biliare, neoplasia primaria della cistifellea. L’esecuzione dell’intervento in laparoscopia prevede un recupero più rapido con un minor dolore nel periodo post-operatorio.
Asportazione di residuo ovarico
Se il cane (o il gatto) presentano segni di ritorno in calore dopo l’intervento di sterilizzazione, deve essere presente in cavità addominale tessuto ovarico residuo, che produce ormoni sessuali inducendo i segni del calore. L’individuazione rapida, grazie alla magnificazione dell’immagine e l’asportazione completa del tessuto ovarico residuo in laparoscopia, elimina il problema definitivamente con tre accessi addominali da 5 mm.
Pericardiectomia toracoscopica
Tra i problemi cardiaci nel cane, il versamento del pericardio con conseguente tamponamento cardiaco è una delle più comuni patologie. Spesso il versamento è causato dalla presenza di tumori cardiaci o da una infiammazione del pericardio stesso. In tali situazioni si rende pertanto necessario creare una “finestra pericardica” (pericardiectomia), per permettere al versamento pericardico di drenare continuamente dal sacco pericardico nello spazio pleurico, da dove verrà poi riassorbito, evitando così il cosiddetto tamponamento cardiaco, cioè la “costrizione” del cuore all’interno del sacco pericardico. Attualmente la pericardiectomia toracoscopica rappresenta il “gold standard” per il trattamento del versamento pericardico in quanto offre una notevole riduzione dello stress e del dolore post-operatorio rispetto ai pazienti sottoposti alla stessa procedura chirurgica effettuata però mediante una chirurgia tradizionale “a torace aperto” (toracotomia intercostale o sternotomia).
